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Maggio 20001.I fiori di maggio lodano la Vergine MariaMaggio, il mese di Maria, è anche il mese dei fiori. Non è quindi fuori luogo imparare a "dire con i fiori" il nostro amore alla Madre di Dio. Il linguaggio dei fiori è noto e viene sfruttato in molte circostanze gioiose o dolorose della vita. Fra poco ci saranno, ad esempio, la Festa della Mamma, le Prime Comunioni, gli sposalizi, oc-casioni d’oro per il linguaggio floreale. E' chiaro che, in ambito strettamente religioso, i fiori assumano un significato spirituale ben preciso, soprattutto nella devozione alla Madonna. Nei testi e nelle immaginette popolari dedicati alla Vergine il primo posto lo tiene la rosa, simbolo della bellezza e della maestà di Maria, la "tutta bella" del Cantico dei Cantici, colei che i fedeli invocano come "la rosa mistica". I gigli, le viole, l’edera, le margherite, i ciclamini, le mimose, i mughetti, i biancospini, i non-ti-scordar di me non si contano sulle immaginette mariane e sempre con un ben preciso significato e messaggio di virtù religiosa. Il giglio, ad esempio, ricorda il verso "in te non c’è macchia" del Cantico dei Cantici e simboleggia la virtù della purezza e della castità. La viola incarna la virtù dell’umiltà, come espressa dalla stessa vergine Maria nel "Magnificat" con le parole "ha guardato l’umiltà della sua serva. L’edera indica la virtù dell’amicizia che lega i devoti alla loro Madre celeste "felicemente, fedelmente e fortemente". Le margherite parlano di innocenza e di mitezza e inneggiano a Maria che nel canto "Ave maris stella" viene invocata come "Vergine singolare, che di tutte sei la più mite". I ciclamini portano il messaggio del salmo 140:3 'Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, sorveglia la porta delle mie labbra" ed indicano una amabilità alla mano, senza pretese. Le mimose parlano di innocenza e pudore e ricordano le parole con cui i devoti esaltano Maria: "tu fosti preservata da ogni contagio del mondo". I mughetti sono un po' civettuoli, ostentano il loro biancore, ma invitano comunque all’innocenza ed alla lode di colei che il cuore devoto saluta dicendo, "Felice sei, o Maria, e degnissima di ogni lode". I biancospini testimoniano la prudenza e la speranza e ben si accordano con le parole della preghiera: "Salve Regina, madre di misericorida, vita, dolcezza e speranza nostra, salve". I non-ti-scordar di me o miosotidi sono infine il sigillo della consacrazione dell’anima devota a Maria perché Le dicono continuamente: "O Madre ricordati che ti appartengo. Non ti scordar di me."
Pregare con i fiori? Ma certo che si può fare, e soprattutto a maggio, nel mese della Madonna.
Ed insieme ai fiori di virtù che ho ricordato, secondo un’antica tradizione cristiana, non sarebbe male aggiungere anche qualche fioretto o sacrificio. Cara Maria, alla tua domanda penso ci siano tante risposte quanti sono i giovani che ci vanno, a questi "parties". Voglio comunque darti una mia risposta, che potrebbe anche non essere condivisa da tutti i lettori.
Io penso che una delle ragioni per cui migliaia di giovani partecipano a queste "eccitanti feste notturne" alla moda o "rave parties", sia quella di protestare contro l’abitudine di riposare la notte. Mi spiego.
Nella vita normale, il giorno è per il lavoro, la notte per il riposo. Questo è lo "statu quo", la routine che da generazioni tutti seguiamo.
Nei secoli passati, prima dell’era industriale, l’impossibilità di avere l’illuminazione notturna, facilitava questo modo di vivere. Di notte si poteva girare solo con le fiaccole e le lanterne. Le strade e le piazze erano buie e quindi insicure. La gente si ritirava in casa al cader del sole e si alzava all’alba.
Con la scoperta, prima dell’illuminazione a gas e poi di quella elettrica, il buio della notte è stato debellato. Nei centri urbani, oggi, il buio lo si può avere solo per sbaglio, e cioè, se viene a mancare la corrente elettrica!
I teologi dicono che il mondo d’oggi ha perso il senso del peccato. Hanno ragione. Nel mondo non esistono più le tenebre, neppure in senso fisico.
Le nuove generazioni urbane crescono prigioniere della luce artificale. Non solo non vedono mai il cielo stellato, ma non assimilano neppure quel elementare simbolismo del cambiamento o progresso umano, che è costituito dal passaggio dalle tenebre alla luce. Il Vangelo di Giovanni, con la contrapposizione fra "Figli della Luce" e "Figli delle tenebre" per loro non fa senso.
Ma, dicono i filosofi, "la natura cacciata dalla porta, ritorna dalla finestra". Inconsciamente, i giovani sono affascinati dal buio, ne hanno bisogno. Noi lo abbiamo eliminato, ma loro non possono crescere e maturare, senza costruire se stessi contrapponendo bene e male, luce e tenebre.
Ed ecco la contestazione in corso. "Noi scegliamo la notte. Mentre gli altri dormono, noi ci troviamo in locali illuminati da tenebre artificiali".
I "rave parties", come tanti locali notturni, sono affollati per tante ragioni: per la musica, gli incontri casuali, per qualcuno anche la droga, ma per tutti penso ci sia il fascino delle tenebre.
Il pericolo è che le tenebre sono cercate per se stesse, come elemento in cui bearsi e perdersi. Non si fa esperimento delle tenebre per meglio apprezzare la luce. Al contrario, ecco l’aspetto satanico, si diventa "addicted". Si esce la sera in cerca delle tenebre e si finisce per amarle.
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