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Ottobre 2000Professore, Sono appena arrivato dalle vacanze ed ho sentito che c’è in preparazione un concerto. Vi siete messi anche voi nello Show business? Aldo.T Caro Aldo , Radio Maria non è nello Show business, ma in quello dell’evangelizzazione. Il concerto che abbiamo programmato per domenica pomeriggio (alle 3:00 p. m.) nella Chiesa dell’Immacolata di Woodbridge sara l’occasione per proclamare le glorie di Maria, in occasione della Festa della Regina del Rosario. Non abbiamo un interesse economico, ma solo un interesse "mariano": quello di amare e far amare la nostra Madre celeste. Il tema del concerto è "Magnificat". Inizieremo, infatti con un canto popolare, "Magnifica il Signore, anima mia" e termineremo con un classico, che non è mai stato presentato in Canada, il "Magnificat" di Tommaso Albinoni, un vero gioiello musicale. Nella prima parte, dopo la lettura del brano evangelico dell’Annunciazione, i cori presenteranno sette Ave Maria, classiche e moderne. Fra queste, una, bellissima, scritta dal giovane compositore italo-canadese Giampietro Posoc-co. L’intermezzo, insieme al canto "La Vergine degli Angeli" di Verdi ed una serie di canti mariani russi, ci farà sentire "Vergine Tutto Amor" con la giovane soprano Angelica Di Castro, una speranza del bel canto Italo-Canadese. Nella seconda parte il tema mariano è quello della Passione e della Resur-rezione, con i canti dello "Stabat Mater", del "Regina Coeli" e della "Salve Regina", tutti di autori famosi. Quello però che vorrei farti notare, è che anche i presenti saranno invitati a partecipare ad alcuni canti e poi a presentare alla Vergine la preghiera di Consacrazione e la Supplica del Rosario di Pompei. Il concerto diventa così l’occasione per professare la propria fede e ravviare la gioia della comunione con Dio.
Caro Aldo, abbiamo invitato tre cori: il Coro San Marco con il maestro Daniele Colla, il "St. Paschal Chamber Choir", che è specializzato in canti religiosi del primo Rinascimanto, e il coro "Arcana Angelica" che ha un repertorio di musica religiosa russa. Saranno anche presenti un’orchestra, alcuni solisti, fra cui la soprano Angelica Di Castro. Ci sono tutti gli ingredienti per uno "Show business". In realtà, come potrà testimoniare chi avrà la fortuna di parteciparvi, sarà un potente inno di gloria a Dio onnipotente ed alla "benedetta fra tutte le donne".
2.Prima conferenza degli Italiani nel Professore, Si sente parlare di Conferenza degli italiani nel mondo. Si tratta forse di noi emigrati o semplicemente del posto che spetta agli italiani nel mondo? Gerardo.V Caro Gerardo , mi piace l’idea che anche agli italiani spetti un posto nel mondo. In realtà un posto al sole spetta a tutti gli uomini, perché, come sai, c’è in tutti la dignità che proviene dalla "somiglianza ed immagine" di Dio.Comunque, la conferenza riguarda proprio noi che siamo nella diasporaLa chiamano la "Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo" e si terrà a Roma dal 12 al 16 dicembre 2000.
Per chi conosce la recente storia dell’emigrazione italiana, questa sarebbe in verità la terza conferenza sull’emigrazione, perché la prima ebbe luogo nel 1975 con l’On. Granelli e la seconda nel 1988. Il Cardinale Suenens (Belgio) soleva affermare che ai giorni nostri si cambia di secolo ogni 20 anni. Dal punto di vista politico, in Italia, negli ultimi 25 anni sono passati diversi secoli. E' quindi comprensibile il fatto che i politici di turno abbiano deciso di iniziare una nuova serie, abolendo la parola "emigranti" e parlando invece di "Italiani nel mondo". C’è anche chi spiega che il nuovo titolo è appropriato ai nuovi tempi. Nel '75 gli emigranti hanno bussato alla porta dell’Italia per dire "Ci avete dimenticato. Ci siamo anche noi!". Nel '88hanno aggiunto: "Vogliamo organizzarci tra di noi. Aiutateci!", (Comites ecc.). Nel 2000 pare invece che gli emigranti di un tempo vogliano far sapere all’Italia: "Non solo ci siamo e siamo organizzati, ma vogliamo sederci come 'partners' al tavolo dei nostri fratelli rimasti in Italia. Lo scopo comune è di portare l’Italia al mondo e gli esperti in questo siamo noi che nel resto del mondo ci viviamo da tanti anni."
Caro Gerardo, a qualcuno pare che nell’era dell’Internet non siano più ne-cessari i contatti diretti. Da casa, a Torino o a Palermo ci si può mettere in relazione con tutto il mondo. In realtà non è così. Le comunicazioni elettroniche istantanee, aprono la possibilità di contatti sopranazionali diretti, ma aumentano nello stesso tempo la necessità della collaborazione della gente in loco e quindi l’importanza di chi vive all’estero.
La conferenza del prossimo dicembre insisterà quindi molto sulla "partnership" delle due Italie: una collaborazione paritaria in tutti i campi, da quello artistico a quello economico, da quella culturale a quello religioso.
Professore, mio marito ed io facciamo tanti sacrifici per mandare i figli a scuola. Il più grande è all’università e gli altri due nelle scuole superiori. Ho però l’impressione che non abbiano molta riconoscenza. Non vedono i nostri sacrifici. Nancy V. Cara Nancy, l’amore è discendente. Dio ci ama più di quanto noi lo possiamo riamare. I nonni e i genitori amano i figli e i nipoti più di quanto i figli e i nipoti li possano riamare. E' sempre stato così.. Detto questo, bisogna però aggiungere, come ripeteva Don Bosco ai genitori del suo tempo, che "Non basta amare i figli, ma occorre anche che i figli sappiano di essere amati". Molti genitori si dimenticano che l’amore, per essere capito, dev’essere comunicato. Nella loro vita, il fidanzamento è stato appunto il periodo in cui"hanno cercato di portare il loro amore all’attenzione della persona amata. Un giorno questa comunicazione di amore li ha portati all’altare e si sono sposati." Il matrimonio non spegne, ma favorisce questa continua comunicazione d’amore che diventa totale dedizione di sè alla persona amata.Questo flusso di amore tra i genitori ad un certo punto deve poi coinvolgere i figli, che sono il frutto del loro amore. "Ai figli, la famiglia deve apparire come l’ambiente in cui ci si ama, in cui si superano i contrasti con la comprensione ed il dialogo (che è una tipica forma di comunicazione)." Non è sufficiente amare i figli e sacrificarsi per loro. Occorre che i figli se ne rendano conto. I genitori devono rendere partecipi i figli delle difficoltà, dei sacrifici, e delle attese della famiglia. Devono stabilire con i figli un rapporto umano ispirato alla fiducia, all’amore alla pazienza. Con questi gesti essi riflettono e rivelano la fiducia, l’amore e la pazienza che Dio ha verso di noi tutti. Se non c’è questo clima di incontro personale fra genitori e figli, la famiglia non esiste e la casa diventa un albergo, dove ognuno fa i fatti suoi. I figli studiano ed il "welfare" (cioè i genitori) paga. Nessuna meraviglia che manchi la riconoscenza: il "welfare" è un diritto del cittadino. Se invece fra genitori e figli c’è condivisione ed amore, ci sono tutte le premesse perché anche Dio sia presente. E sarà lo Spirito ad ispirare ai genitori di sacrificarsi ed ai figli di dire grazie. Cara Nancy, la famiglia cristiana va costruita giorno per giorno sul fondamento sicuro dell’amore di Dio che pulsa nei nostri cuori e vuole comunicarsi agli altri.
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