CAMMINO DI CONVERSIONE
per ogni stagione della vita
proposto nella Quaresima del 2001

(AUDIO)
Salvare l’anima


Carissimi amici siete ancora una volta all’ascolto di Radio Maria Canada ed è sempre il Prof. Luigi Pautasso che vi parla, iniziando con voi il cammino della quaresima del 2001.

Le mie parole vogliono farsi intermediarie ed interpreti di quelle del Signore che un giorno ha detto:"A che serve se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?".

La quaresima è appunto il tempo in cui il cristiano è chiamato da Dio a fare il più grosso affare della vita, che è quello di salvarsi l’anima. Piazzarsi bene nella società, vincere il lotto, acquistare terreni e palazzi sono tutte quisquilie e illusioni, cose che non si portano appresso quando finisce la vita ed il nostro corpo è riconsegnato alla terra. Ecco il significato delle ceneri con le quali oggi vengono segnati i cristiani che vanno in chiesa. Con la morte, tutto sparisce, tutto, eccetto l’anima. Tienilo presente e decidi una buona volta di fare il grande passo, di prendere sul serio il vangelo, di convertirti, per salvare la tua anima.Che la Madonna aiuti tutti quanti a farlo in questa quaresima.

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(AUDIO)
Che cos’è l’anima?


Carissimi amici, le parole del Vangelo,"A che serve se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?" ci fanno subito capire cos’è la quaresima: "Il tempo in cui si accudisce alle necessità dell’anima".

Naturalmente qualcuno penserà: "ma che cos’è l’anima?" La risposta della nostra fede è molto chiara: l’anima è la parte spirituale dell’uomo, quella che gli dà la capacità di pensare di essere cosciente e di liberamente volere. Essa non è frutto di generazione umana, ma viene creata direttamente da Dio, quindi vuol dire che la sua natura è spirituale, così come lo sono il pensiero e l’amore che da essa derivano, e se è spirituale vuol dire che non diventa polvere come il corpo, ma è immortale.

Gli uomini tante volte studiano maniere strane per lasciare un ricordo duraturo di se stessi: opere grandiose, libri famosi, monumenti. Tutto inutile. Quei monumenti che sono le piramidi d’Egitto non si è neppure sicuri chi le abbia fatte e non resisteranno certamente all’usura del tempo in eterno. L’unica cosa nostra che non verrà mai meno è l’anima. Ecco perché è importante pensare alla salvezza dell’anima. Sempre, ma soprattutto ora che siamo in quaresima.

Che la Madonna ci aiuti a capire l’importanza di salvare la nostra anima.

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(AUDIO)
L’importanza dell’anima

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che vi parla della quaresima e dell’importanza dell’anima.

Nel mondo materialista in cui viviamo è facile capire l’importanza degli studi, del posto di lavoro, dei soldi, ma raramente si pensa all’importanza dell’anima. Il Vangelo lo dice, ma la gente fa finta di non capire.

Sono i santi che lo capiscono. E' noto che San Giovanni Bosco scelse come suo motto le parole della Bibbia:"Dammi le anime, prendi tutto il resto" e spese tutta la vita a strappare le anime, soprattutto dei giovani dal pericolo dell’eterna rovina. Che ha fatto P. Pio? Padre Pio passò la vita nella penitenza e nella preghiera per pagare lui personalmente il conto delle anime sviate e riportarle a Dio.

Non solo i santi ma anche anche la Madonna è convinta dell’importanza dell’anima. E ne è così convinta che a Fatima è venuta a metterci in guardia dall’andazzo di pensare che finita la vita tutto è finito. Purtroppo non è così. La nostra vita ha un follow-up eterno e la Madonna è venuta a dire, con le lacrime: Attenzione, figli miei: la situazione è tragica - "Troppe anime vanno all’inferno".

Che la Madonna ci aiuti a cambiar vita, in questa quaresima, perché non tocchi a noi in sorte di passar l’eternità col diavolo.

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(AUDIO)
Che significa salvare l’anima?

Carissimi amici, se non vogliamo che la nostra vita vada ad infilarsi nella buca infernale dobbiamo salvarci l’anima.

Ma che vuol realmente dire salvare l’anima? Attenti alla risposta. Salvare l’anima, per noi cristiani non vuol dire salvare soltanto la parte spirituale dell’uomo, ma salvare tutta la persona umana, in una parola tutto l’uomo, sia la parte spirituale che la parte corporale.

E' vero che alla morte, l’anima che è immortale, si presenta da sola al giudizio particolare di Dio per ricevere il verdetto decisivo: paradiso o inferno. Ma verrà il giorno della risurrezione della carne, il giorno del secondo ritorno di Cristo, giusto giudice, ed inquel giorno i corpi risorti si riuniranno ognuno alla sua anima per la pena od il premio eterno.

Voglio dire che l’anima non è una realtà spirituale che si trova prigioniera nella materia, e che non vede l’ora che arrivi la morte per liberarsi dell’involucro corporeo. No l’anima è creata da Dio per essere un tutt’uno con il corpo. Quando ci diamo da fare per salvare l’anima, in realtà noi lavoriamo per salvare tutto noi stessi, sia il corpo che l’anima. Noi facciamo penitenza, ma non per far dispetto al corpo, ma solo per fargli capire che c’è una vita più alta di quella della pancia piena.

Che la Madonna ci aiuti a capire l’importanza della collaborazione fra anima e corpo nel fare il bene.

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(AUDIO)
La collaborazione fra anima e corpo

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che ritorna con il ritornello:"Che serve, se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?" Questa domanda è molto importante e nella sua spiegazione siamo arrivati al punto dove, in pratica, per salvarsi, l’anima, deve avere la collaborazione del corpo.

La ragione è che corpo ed anima sono uniti in modo sostanziale. Da una parte il corpo da solo è un cadavere. Dall’altra, l’anima non esiste da sola, come spirito, ma viene creata per essere unita ad un corpo e costituire un essere umano, capace di conoscere, volere e sentire. In una parola, anima e corpo sono fatti l’uno per l’altro, e agiscono insieme, nelle varie operazioni, intellettive, sensitive e vegetative dell’essere umano.

Tutti si è d’accordo nel dire che la collaborazione è una cosa importante, in famiglia, a scuola, sul lavoro, nella propria nazione, nel mondo. Ci avete mai pensato che la più importante di tutte le collaborazioni è quella che deve aver luogo fra il corpo e l’anima? Ne riparleremo domani.

Pertanto che la Madonna ci aiuti a rendere più spirituale la nostra vita, in questa quaresima, perché siano la ragione e la fede, e non gli istinti dell’uomo carnale, a guidare i nostri passi.

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(AUDIO)
L’asino giocherellone

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che ritorna con il ritornello:"Che serve, se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?" Il problema è che l’anima non può salvarsi da sola, ma per farlo ha bisogno della collaborazione del corpo. E qui casca l’asino. L’anima, e cioè la ragione deve guidare il corpo, ma il corpo coi suoi istinti che non capiscono ragione vuol comandare lui e, appena può, s’impunta, e si ribella. E se l’anima non è forte e decisa è lui a vincere.

Mi viene in mente la storia del ragazzino e del asinello, una storia vera d’altri tempi. Il ragazzino ci giocava continuamente con l’asinello e questi sembrava si divertisse pure lui. Le cose però cambiavano se c’era di mezzo il lavoro. In autunno il nonno usava l’asinello per portare la legna al paese. Ora tutto andava bene se era il nonno ad accompagnarlo. Quando invece toccava al ragazzino, a metà strada l’asinello si fermava e si buttava per terra. Voleva giocare. Il ragazzo gridava, piangeva gli dava pure delle frustate, ma l’asino forse le considerava carezze e non si alzava fin quando per caso, sul sentiero non sopraggiungeva una persona adulta. Allora, mogio mogio, riprendeva il suo cammino.

Cari amici gli istinti sono forze cieche e pericolose che vanno imbrigliate. Se stai al loro gioco e ti diverti con loro, una cosa è certa: tu dici "good by!" alla tua anima.

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Di poco inferiore agli angeli

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che ribatte con il ritornello:"Che serve, se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?" Per non perdersi, l’anima, richiede la collaborazione del corpo, una collaborazione totale e assoluta, dove il corpo serve fedelmente le esigenze spirituali dell’anima. Il corpo è come lo strumento musicale e l’anima il musicista. Il corpo fornisce all’anima le senzazioni e questa, tramite l’intelligenza e la volontà vi costruisce su una rete di rapporti con quanto è vero, bello, giusto e buono. La vita umana, frutto della collaborazione fra corpo e anima, diventa così una sinfonia di bellezza e di amore, il punto d’incontro fra la materia e lo spirito, il capolavoro di Dio. Non per nulla il salmo 8 parlando della grandezza dell’uomo esclama "Signore: L’hai fatto di poco inferiore agli angeli". Naturalmente questa cooperazione è sudata. Al corpo basterebbe soddisfare gli istinti animali che porta in sè: quella che una volta chiavano l’arte di Michelaccio, "Mangiare, bere, dormire ed andare a spasso". Pancia mia fatti capanna. E' il trionfo della bestia. Segna il massimo degrado del corpo. Come quell’uomo della foresta che aveva trovato una chitarra e se ne serviva per attingere acqua dal fiume. Il corpo serve a ben altro. Quasi mille anni fa, il più grande poeta italiano, Dante Alighieri, scrisse: "Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza". E aveva ragione.

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(AUDIO)
Sempre a galla

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso con il ritornello: "Che serve, se guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima?"

Son parole dure che possono anche mettere in crisi perché il mestiere di essere uomo è difficile. Gli animali sono guidati dall’istinto e vanno avanti ripetendo sempre le stesse cose senza problemi di coscienza. Così, senza cambiare o migliorare la loro tecnica, da sempre, il gatto mangia il topo ed il lupo sbrana la pecora, e poi, con la pancia piena, si fanno un tranquillo sonnellino. L’uomo invece non ci riesce. Inventa in continuazione situazioni nuove di sfruttamento e di soddisfacimento, ma non ne ha mai basta e non è mai tranquillo. La coscienza, come un invisile baco, continua a roderti dentro: perché ti comporti così? In certi momenti preferiresti addirittura essere un animale, senza preoccupazioni e pensieri, ma non ti riesce di abolire la ragione, non riesci a spegnere la luce della tua intelligenza. Ci hai provato col vino, con i vizi, con il sesso, con la droga, ma l’anima non si lascia azzerare. Nei momenti di lucidità ti riprendono i dubbi ed i magoni, senti che hai bisogno di qualcosa di diverso, di più alto, di una boccata di aria pura. Quando tu pensi di averla uccisa, l’anima torna a galla, e ti ricorda che sei uomo, e che la vita delle bestie non fa per te. Così incomincia il disgelo quaresimale, il ritorno della primavera dello spirito, e per chi lo vuole veramente, e arranca contro vento arriva anche la Pasqua, il giorno dell’uomo nuovo.

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La superbia

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che torna a voi con il ritornello di questa Quaresima: "A che serve guadagnare tutto il mondo e poi perdere l’anima?"

Le maniere di perdere l’anima sono tante.
La scorsa settimana, ho insistito nel dire che per salvarsi l’anima ha bisogno della collaborazione del corpo. Ma non basta. L’anima può anche essere soggetta a malattie spirituali. Gli angeli non hanno corpo eppure alcuni di loro si sono ribellati a Dio e sono diventati demoni. Oggi vi accenno ad una malattia tipica dell’anima, che è congenita e cronica: la superbia.

Giorni fa mi sono incontrato con un bravo giovane che vuol farsi prete. Condotta ottima, notevole sensibilità verso le cose spirituali e, grande voglia di studiare. Parlando dei suoi studi, mi fece una confessione:"Sto scrivendo un libro di filosofia nel quale propongo un nuovo sistema metafisico, che corregge e supera quello di San Tommaso d’Aquino". Pensavo scherzasse, ed invece mi mostrò alcune pagine del primo capitolo del suo libro. Auguri, gli dissi, ma sta attento:"Vincere le tentazioni del mondo e della carne è una cosa da niente in confronto allo sforzo richiesto per vincere le tentazioni dello spirito. Il demonio non ci prende solo con la mela, ma anche stuzzicando la nostra bravura e facendola diventare superbia". In guardia, quindi, cari amici. L’uomo moderno non ha pace in questo mondo e non si salverà neppure nell’altro; perché? perché alla pari del diavolo, è terribilmente superbo.

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Il colesterolo cattivo

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che torna a voi con il ritornello di questa Quaresima:"A che serve guadagnare tutto il mondo e poi perdere l’anima?"

Il discorso sulla superbia, il nemico spirituale dell’anima, è delicato e difficile, perché la superbia ha che fare con l’affermazione della nostra identità. Il Signore ci ha fatto diversi gli uni dagli altri, tutti unici, per costituzione e talenti e Dio vuole che ne prendiamo atto e ne siamo fieri.

La superbia è quindi come il colesterolo: c’è quella buona e c’è quella cattiva. La superbia è buona quando riconosci che Dio ti ha dato delle qualità da amministrare nel corso della vita, è cattiva se non riconosci il dono di Dio. Mi spiego: Tu senti che queste qualità,che possono essere intellettuali, volitive, sensibili ed anche fisiche, sono tue e formano la tua personalità. Ora i casi sono due: pensi che queste qualità devono servire per fare il bene e per questo le coltivi ed abbiamo la buona superbia. Pensi che le tue qualità che ritieni migliori di quelle che hanno gli altri serviranno per affermarti ed avere successo nella vita ed abbiamo la cattiva superbia.

Attenzione. C’è quindi la superbia dei diavoli, che pensano di essere superiori a Dio ed a lui si ribellano e c’è la superbia dei santi che pensano di aver tutto ricevuto dalla bontà di Dio ed a lui umilmente si sottomettono e danno grazie. Mi avete capito. Bisogna combattere il colesterolo cattivo e coltivare quello buono. Buona giornata ed a risentirci domani.

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Un bicchier di vino

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che torna a voi con il ritornello di questa Quaresima:"A che serve guadagnare tutto il mondo e poi perdere l’anima?"

Stiamo parlando delle malattie dell’anima, che dovremmo curare in questa quaresima, prima fra tutte quella della superbia.
C’è un amico, un certo Luigi, che ascolta le mie parole mentre in macchina va al lavoro e ieri mi ha telefonato per dirmi: hai parlato della superbia buona e di quella cattiva, come il colesterolo. Allora possiamo anche fare il paragone del vino. Se ne bevi un bicchiere con misura, ti aiuta la digestione. Se vai oltre ti fa perdere la testa.

Caro Luigi, hai perfettamente ragione: la grandezza dell’uomo sta nella capacità di far le cose con misura. Il che vuole dire, come dicevano già gli antichi, che la virtù sta nel mezzo, mentre il vizio si può avere per eccesso o per difetto. Una persona normale, sa di aver pregi e diffetti, come tutti, ma si accetta così com’è, senza patemi d’animo e, conl’aiuto di Dio, s’impegna a migliorare. Ma c’è anche la persona piena di sè: parla sempre delle sue cose, non ascolta e non fa attenzione agli altri, un ego che fa paura: noi diciamo che è superba, manca per eccesso. All’opposto, trovi la persona malata di depressione: pensa di valere uno zero tagliato in due, nessuna fiducia in se stessa, l’ego a terra come una ruota bucata.

Che fare? Convertirsi. Il che vuol dire chiedere al Signore aiuto per vivere da persone normali, e cioè da santi.

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L’umiltà non conosce moderazione

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è il prof. Luigi Pautasso che torna a voi con il ritornello:"A che serve guadagnare tutto il mondo e poi perdere l’anima?"

Ieri, con il suo esempio del bicchier di vino, l’amico Luigi mi ha portato a dire che è tutto questione di saper comportarsi con misura, né troppo, ne troppo poco. Oggi devo precisare che questo va bene nelle relazioni con il nostro corpo e con il mondo, ma non con Dio.

Nel mangiare e bere, nell’usare i sensi, nel servirci delle cose del mondo e cioè nelle attività umane, la virtù sta nella temperanza, e nella moderazione. Nei rapporti con Dio, e cioè nelle attività del cristiano, la virtù sta invece nel sempre di più, nell’eccesso. Gesù non ha detto, amerai Dio ed il tuo prossimo con moderazione, ma con tutto il tuo cuore, tutta la tua mente e tutte le tue forze.

La virtù che si oppone alla superbia è l’umiltà. Ora nell’essere umili non si pecca mai di eccesso. Più siamo umili, più siamo simili a Cristo e meglio è per la nostra anima.

Questo principio vale per tutta la nostra vita spirituale. Un segno di croce la mattina è qualcosa, ma non basta. Andare alla messa la domenica è cosa buona ma non basta. L’anima ha sete di infinito. Occorre offrire a Dio ogni momento della giornata. Sua è la nostra vita, suo è il mondo e suo è il tempo che ci concede per attraversarlo facendo il bene. Cari amici, per il cristiano, l’unica misura nell’amare Dio e di amarlo senza misura.

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(AUDIO)
Il vaccino anti-superbia

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada ed è ancora il prof. Luigi Pautasso, sempre con il ritornello che dice:"Guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima. A che ti serve?" Per un’ennesima volta mi fermo su quella quasi incurabile malattia dell’anima che è la superbia. Dico quasi incurabile perché si nasce tutti con l’inclinazione a pavoneggiarsi ed a farsi belli. Noi cristiani, riceviamo poi il battesimo che, fra l’altro, è come un vaccino anti-superbia. Non ci toglie l’inclinazione, ma ci da i mezzi spirituali per controllarla, e gli esempi, il modello da copiare, se vogliamo riuscirci. Vedete, il prototipo dell’uomo superbo è Satana, quell’angelo che per superbia si ribellò a Dio, e poi, tentando i primi uomini riuscì a passar loro il suo virus malefico, quell’inclinazione appnto al male che tutti noi ereditiamo col peccato originale. L’antidoto, la medicina contro la superbia é Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. Immaginate quale umiliazione, quale caduta inbasso ha accettato il Figlio di Dio quando si è fatto uomo. Da padrone del mondo, al bambino in fasce di Betlemme che non può sopravvivere senza le cure dei genitori, da Dio onnipotente a uomo indifeso inchiodato ad una croce, come un criminale. Ve lo siete mai chiesto, perché? Per insegnarci che il virus satanico della superbia si sconfigge con l’umiliazione accettata e vissuta. E poi, come ho detto, ha anche predisposto un vaccino: è lui stesso che, se lo vogliamo, entra in noi con i sacramenti della confessione e comunione. Ed è proprio a questo che ci prepara la Quaresima.

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Il consiglio di San Giuseppe

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna il prof. Luigi Pautasso, con lo stesso ritornello:"Guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima. A che ti serve?"

Oggi è la festa di San Giuseppe e mi permetto di fargli qualche domanda. Caro San Giuseppe, noi ti onoriamo come un gran santo. Dimmi la verità: come hai fatto a farti santo? "Con l’ubbidienza", mi risponde.

"Come sarebbe con l’ubbidienza?"Con l’ubbidienza a Dio. E te lo spiego: nella vita me ne sono capitate tante. Ero fidanzato, stavo per sposarmi ed è successo quello che tutti sapete, l’annunciazione dell’angelo a Maria. Mi sembrava di impazzire, ma quando mi è stato detto in sogno "non temere, sposala", ho sposato Maria senza esitazione. Anche quando mi è giunto l’annuncio di fuggire in Egitto,ho obbedito senza fiatare. Poi per anni, ho faticato ogni giorno nella bottega per quel figlio, che se avesse voluto, con uno schiocco delle dita, avrebbe potuto farmi trovare il pane fresco in tavola. Ma Dio voleva che lo sudassi il pane quotidiano e così ho obbedito sempre, a Dio,e anche alla moglie, al figlio, ai clienti, a tutti insomma. Non tocca a me dirti come si sono fatti santi gli altri, posso solo dirti la mia esperienza. Ed io mi sono fatto santo con l’ubbidienza totale alla volontà di Dio.

Grazie San Giuseppe dei tuoi bei consigli pratici. Prediche, preghiere e propositi restan tutti chiacchiere, fin quando non si comincia ad ubbidire ai comandi di Dio. Perché è da quel momento che l’anima respira e si salva.

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(AUDIO)
Non basta l’arte

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna il prof. Luigi Pautasso, con lo stesso ritornello:"Guadagni tutto il mondo e poi perdi l’anima. A che ti serve?"

L’avete forse notato anche voi: ci sono delle persone che fanno il loro lavoro con gusto. Ci sono maestri che sono felici quando possono insegnare e comunicare, e gli alunni se ne accorgono; ci sono artisti che si sacrificano con gioia nella loro arte, alla ricerca della perfezione più che degli applausi o del successo; ci sono lavoratori che fanno un lavoro umile ed hanno sempre il sorriso sulle labbra. Vi siete mai chiesti il perché di tutto questo? La ragione è ovvia: è l’anima che tende alla perfezione e che, se assecondata, trasforma in occasione di gioia spirituale ogni attività umana. Nonostante questo, potete essere certi che il maestro bravo non è mai contento di come insegna, l’artista di quel che crea, il lavoratore di quel che fa.

Il fatto è che la nostra anima non si accontenta mai: vuole la perfezione infinita. In altre parole, la nostra anima è stata fatta per Dio e non si accontenta e non si sazia di null’altro, all’infuori di Dio stesso. Per questo come dice il vangelo, tutto lo scibile umano, tutta l’arte, tutto il mondo non sono sufficienti per saziare un’anima. Anzi, sta attento a quel che dico: se a queste cose umane ti fermi, e ti accontenti della gioia che ti danno il lavoro, l’arte o l’insegnamento, senza risalire alla fonte della gioia che è Dio, tu tieni la tua anima a stecchetto e la perderai. Pensaci.

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L’inferno c’è

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna il prof. Luigi Pautasso, con lo stesso ritornello:"A che serve metterti in tasca tutto il mondo, se poi perdi l’anima?".

Il solito Luigi mi ha telefonato ieri con aria canzonatoria:"Caro professore, tu non ti spieghi. Non dici mai dove va a nascondersi l’anima che si perde".Ti accontento subito, gli ho risposto. L’anima che si perde va all’inferno."E come lo sai? - mi fa lui - ci sei mai stato?" "No, né ci tengo ad andarci, ma lo so che c’è, perché sta scritto nel vangelo. Colui che ha detto ‘che serve guadagnare il mondo se poi perdi l’anima’, un altro giorno ha rincarato la dose ed ha detto: ‘Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio entrare nella vita eterna monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via date; è meglio per te entare nella vita eterna con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nel fuoco che non si consuma’". "Proprio così sta scritto?" "Te l’assicuro. Controlla il vangelo di Matteo al capitolo 18". Ed è giusto che sia così. Dio è buono, non stupido. Ti ha dato l’intelligenza, la coscienza, la libertà ed una vita di vivere e tu usi i suoi doni per offenderlo e poi vorresti che alla fine lui ti dicesse:"Mi hai insultato, offeso ed odiato, ma mi sei simpatico: vieni a sederti a capo tavola con me". Lo vorresti eh? Ed invece sta scritto che lui ti dirà: “Via da me, maledetto, nel fuoco eterno.

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(AUDIO)
L’amore precede il timore

Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso.

Questa mattina inizio parlando dell’omino nero, quello che le nonne e le zie usano come spauracchio per tener buoni i bambini. Il fatto è che, i bambini nascono più scafati di una volta ed all’omino nero non ci credono più. Qualcuno mi ha detto che la stessa cosa vale anche per l’inferno, non funziona più per tenere gli uomini lontani dal peccato. In realtà Dio non cerca uomini che si convertono per paura, ma uomini che ritornano a lui per amore. L’avete mai notato? L’amore precede sempre il timore. Una mamma ama i suoi figli e per conseguenza ha timore che succeda loro qualcosa, quando sono fuori. Una fidanzata ama il suo ragazzo e proprio perché lo ama ha anche paura di perderlo.

Il discorso vale anche per i nostri rapporti con Dio. L’amore precede il timore. Se nel nostro cuore c’è amore verso Dio, allora subentrerà la paura di perder un sì gran bene ed è qui che incomincia a funzionare il discorso dell’inferno.

Nel vangelo trovi il bastone, ma anche la carota. Parla, come ho detto ieri, dell’inferno, ma parla con altrettanta forza dell’amore di Dio che cerca la pecorella smarrita. E' quaresima, è tempo di conversione. E se il Signore vi ispira di fare il grande passo, e così mettere l’anima al sicuro, fatelo, ma fatelo per amore.  

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La Madonna dell’ immigrato venerata  nella cappella di Radio Maria
Canada
(Toronto)