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Il pensiero del giorno CAMMINO DI CONVERSIONE (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso sul tema di come salvare l’anima. Non serve lo spauracchio dell’omino nero vi dicevo dieci primo giorni fa. Dio vuole che andiamo a lui per amore, non per forza. Ora, io mi dico, come si può non amare Dio? Noi dipendiamo totalmente da Lui per la nostra esistenza, così come un bimbo nel seno della madre dipende totalmente dalla sua madre. Si muove e fa tutto quello che gli è consentito nella sua condizione di feto, ma si trasferisce da un punto all’altro della casa con lei, è con lei che inesorabilmente andrà al mercato, a passeggio, al lavoro, a riposo, senza per questo subire violenza. ma anche senza potersi opporre. Vive della vita della mamma, ma non lo sa. Possiede in germe i suoi connotati, anche se non è ingrado di vederli. Se fosse in grado di usare la sua intelligenza, il feto potrebbe amche affermare che la mamma non esiste, ed intanto si prepara a venire al mondo per vederla, per godere del suo abbraccio e poi ascoltarla e parlare con lei. Anche la nostra vita è un lungo periodo di gestazione, durante il quale dipendiamo totalmente da Dio, anche se alle volte troviamo difficile ammetterlo, in attesa di entrare nel mondo che ci aspetta per vedere il volto di Colui che ci ha creato, di godere della sua presenza, di parlare con Lui, di rimanere per sempre in comunione con Lui. Voglia il cielo che la Quaresima ci aiuti a riscoprire ed a vivere questa grande verità della nostra fede. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso sul tema di come salvare l’anima. Naturalmente, il punto di partenza, per chi vuol salvarsi l’anima, è di aver fede. La fede è come gli occhi dell’anima. In questa vita, se uno è cieco, o se uno ha la vista debole e gli occhiali sporchi, fa fatica a vedere la luce del sole. Così è anche per l’anima: chi non ha la fede, o chi vive malamente con gli occhiali della fede troppo sporchi di miseria morale, fa fatica a vedere Dio nella propria vita, e molto spesso non lo vede per niente. Riguardo a questa persona incredula, la Bibbia ha una parola molto dura: la chiama, stolta, stupida. "Dice lo stolto: Dio non c’è". Come un cieco che dicesse "Il sole non c’è perché non lo vedo", così anche il peccatore parla da stolto, quando dice "Dio non c’è, perché non lo vedo". Ad essere sincero, il cieco dovrebbe dire, "Il sole c’è perché ne sento il calore, ma mi manca la vista per vederlo". E l’incredulo dovrebbe dire: "Dio c’è, perché senza di Lui non si spiega come io possa esistere o come possano esistere tutte le altre cose dell’universo, ma la mia anima è in coma, non respira: mi manca la fede per vederlo." Cari amici, il primo passo verso il Signore, ha luogo quando l’anima incomincia a respirare e in sintonia con il cuore, le labbra si mettono a mormorare: Ho bisogno di Te e della tua parola: Signore, ridammi la fede in Te. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso sul tema di come salvare l’anima. Dici che la fede è un dono di Dio, m’ha fatto notare il solito ascoltatore, ora, che colpa ne ho se non ce l’ho la fede. Vuol dire che Dio non me l’ha data. Se è un dono... Ti sbagli, gli ho risposto e per più ragioni. Anzittutto, la fede è un dono che Dio dà a tutti coloro che lo chiedono di cuore. Se non hai la fede, la colpa non è di Dio, che non te l’ha data, ma tua che non l’hai chiesta. Come regola, Dio ci da tutto, compreso se stesso, ma a patto che noi lo desideriamo e glielo chiediamo. Se quindi, caro amico che stai andando al lavoro o che comunque incominci un’altra giornata della tua vita, pensi di non avere la fede, non dare la colpa a nessuno: non a Dio, non ai preti, non alla tua famiglia, non al mondo che è incredulo. La colpa la puoi solo dare a te stesso. Dici che non credi, che non hai la fede, ma da quanto tempo non ne fai domanda a Dio? Da quanto tempo non dici come l’apostolo Pietro:"Sono un uomo peccatore. Signore aumenta la mia fede?"Di una cosa ti posso assicurare. Se tu veramente la vuoi la fede e gliela chiedi, Dio è capace di dartela in questo momento stesso, ancora prima che tu metta piedi fuori della macchina. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso sul tema della fede che è un dono di Dio che ci permette di vivere da cristiani e così salvare l’anima. Che cos’è la fede cristiana? E' molto di più che credere all’esistenza di Dio. E' la capacità di accettare e credere il Vangelo che Cristo ci ha rivelato e ci propone a credere tramite la Chiesa da lui fondata. In realtà che cosa crediamo, noi cristiani, con la fede? Noi crediamo in un Dio, puro spirito, che ha creato tutto per amore e il cui amore si è manifestato a noi come esistente da tutta l’eternità in tre persone uguali e distinte, Padre Figlio e Spirito Santo. Noi crediamo che questo Dio-Amore non vive in un sacro isolamento, ma si interessa di noi che siamo sue creature, al punto da mandare in nostro aiuto il suo Figlio, che si è fatto uomo per mezzo di Maria e che noi abbiamo imparato ad invocare con il nome di Gesù Cristo. Ancora, la fede ci aiuta a diventare discepoli di Cristo. E questo non è una cosa di poca importanza, perché Cristo non è solo il Creatore ed il Salvatore, ma sarà anche il nostro giudice e, un giorno, ad ognuno di noi, secondo i meriti è cioè secondo la nostra collaborazione o conversione, darà il premio o la pena eterna. La fede cristiana presuppone questo tipo di rapporto con Dio. Se tu dici invece di credere in un Dio, ma poi questo Dio fa i fatti suoi e tu i tuoi, mi spiace dirlo, ti manca ancora il vero dono della fede. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e torna a voi ancora una volta il prof. Luigi Pautasso sul tema della fede che è un dono che in noi ha una sua storia. Anzittutto, nella vita spirituale non c’è posto per i couch potatoes. Il cristiano riceve da Dio dei doni, dei talenti, che non può mettersi in tasca e fa finta di niente. No, per salvare,l’anima, il cristiano deve essere molto attivo, deve trafficare i talenti che ha ricevuto, usarli, farli crescere. Uno di questi talenti che abbiamo tutti ricevuto nel momento del battesimo è la fede. E qui incomincia la nostra storia. E' vero che, fino al raggiungimento dell’uso di ragione, la fede è rimasta in noi come un seme, ma l’abbiamo avuto questo seme e dal momento dell’uso della ragione in poi è dipesa da noi la sua crescita. Se, con l’aiuto e l’esempio dei genitori abbiamo imparato a dire: Signore io credo alla tua parola, Signore aumenta la mia fede, e cioè a far atti di fede, il germe ricevuto nel sacramento si è sviluppato ed ha messo radici. Noi siamo diventati dei fedeli, dei credenti. La fede ispira i nostri pensieri e le nostre azioni. Siamo dei veri cristiani. Se invece il seme ricevuto non l’abbiamo coltivato, si è probabilmente avvizzito. Non abbiamo la gioia di vivere alla presenza di Dio e di apprezzare le parole di Cristo. Siamo senza fede, e tali rimaniamo, fin quando non ci decidiamo di dire al Signore: sono solo nella vita. Ridammi la fede che mi avevi dato da bambino. Aiutami a credere di nuovo. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e il prof. Luigi Pautasso vi invita a vivere santamente la Settimana Santa. Oggi, il lunedì della settimana santa, impariamo da Gesù che va a Betania a trovare l’amico Lazzaro che da pochi giorni ha fatto uscire dalla tomba. Con Gesù, come per le nozze di Cana, ci sono pure gli apostoli e tutti insieme si siedono a tavola per una cena preparata per loro dalle sorelle di Lazzaro, Marta e Maria. Ad un certo punto Maria prende una libbra di olio profumato di nardo, ne cosparge i piedi di Gesù e poi li asciuga con i suoi capelli e tutta la casa si riempie del profumo dell’unguento. Con questo Maria esprime la sua gratitudine al maestro che ha strappato il fratello dalla morte. L’atto di Maria, fa però venire il mal di stomaco a Giuda Iscariota, uno dei dodici, quello che aveva l’amministrazione del gruppo e avrebbe di lì a poco tradito il maestro:"E' uno spreco. Dalla vendita di questo olio profumato si potevano ricavare trecento denari per i poveri". In realtà, nota il vangelo, a lui non interessavano i poveri, ma i soldi. Gli risponde Gesù: "I poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avete me." « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e il prof. Luigi Pautasso vi invita a vivere santamente la Settimana Santa. Oggi, il martedì della settimana santa è il giorno in cui Gesù svela il tradimento di Giuda. Incomincia da lontano, col dire con voce fortemente emozionata "In verità vi dico: uno di voi mi tradirà." Poi, rispondendo alla domanda "chi è?", del discepolo prediletto, precisa con un gesto le sue parole: "E' colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò." Ed intinto il boccone, lo diede a Giuda Iscariota. In quel momento satana entrò in lui. Noi comprendiamo la gravità della colpa di Giuda. Gesù lo aveva scelto, gli aveva dato fiducia, gli aveva addirittura affidato la sua borsa e quella di tutto il gruppo dei dodici. Ma Giuda non apprezza né la fiducia né i doni e si prepara a tradire il maestro per una miseria. E' un tradimento grave quello di Giuda. Noi, diciamo a noi stessi che non arriveremmo mai a tanta bassezza. Ed invece io dico di sì. Noi siamo uguali a Giuda. Ogni volta che disubbidiamo i Comandamenti di Dio noi, in realtà, non disubbidiamo ad una legge, ma ad una persona. E' a Dio che disubbidiamo, e per essere più precisi, al Figlio di Dio. E lui che fa? invece di chiederci il rendiconto delle nostre continue ribellioni, offre se stesso per espiare a prezzo della sua vita, i peccati con cui non lo abbiamo tradito. Due i misteri su cui riflettere oggi: il mistero della nostra cattiveria verso Dio ed il mistero, più grande, dell’amore di Dio per noi. « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e il prof. Luigi Pautasso vi invita a vivere santamente la Settimana Santa. Oggi, mercoledì santo è il giorno del patto di sangue fra Giuda ed i Sommi sacerdoti: "Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?" E quegli gli fissarono trenta monete d’argento, il prezzo di mercato di uno schiavo, una miseria! Ma dimmi un po’, Giuda: ma vale veramente così poco il tuo maestro? Se ho capito bene, tu sei attaccato al denaro, ed allora perché non tenti di alzare il prezzo; su, dài: i sommi sacerdoti ci tengono alla testa del tuo maestro; perché non chiedi almeno mille denari, loro sono ricchi e sarebbe una piccola fortuna per te, per rifarti la vita... No. Giuda non mi ascolta. E' pronto a scambiare il maestro anche per meno, per molto meno. Un pò come noi tutti. Come noi che rinunciamo senza pensarci due volte alla fortuna di vivere in grazia di Dio, non per trenta denari, ma per pochi centesimi,"peanuts"! Per seguire un pensiero di immoralità o di odio, per soddisfare la pigrizia, l’ira, o uno stupido desiderio di rivincita: eccoci pronti come Giuda a fare il tragico baratto:"Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, via dalla mia anima, fuori della mia vita ed entri al vostro posto il demonio della ribellione e del piacere". Cari amici, siamo vicini alla Pasqua ed il mio augurio è molto semplice: uscire dalla melma del peccato e tornare a Dio -"Cristo risusciti nei nostri cuori." « Back to Top » (AUDIO) Carissimi amici siete all’ascolto di Radio Maria Canada e il prof. Luigi Pautasso vi invita ancora a vivere santamente la Settimana Santa. Oggi, è il giovedì santo. Questa sera siamo invitati a sederci a tavola, non con i nostri familiari, non con un ospite importante venuto da lontano, ma con il medico divino della nostra anima, con lo stesso Signore Gesù. E' stato per prepararci a questa cena, che durante tutta la quaresima siamo stati invitati a salvarci l’anima con la preghiera e la penitenza. E' stato per diventare degni di sederci alla sua tavola, che molti di noi hanno deciso di chiedere perdono, di ritornare al suo seguito, di voltare decisamente le spalle agli incantesimi del mondo e del demonio. Parlando in parabola di una cena come quella di questa sera, Gesù diceva che solo chi indossa la vesta bianca vi può partecipare. Beati quindi voi, amici miei, se durante questa quaresima avete fatto un buon bucato spirituale, purificando la vostra anima di tutte le miserie terrene con l’amore a Dio ed una santa confessione. Beati voi, dico, perché questa sera sarete degni di sedervi a mensa con Lui e, con la Comunione, ricevere in dono la medicina celeste che è vaccino contro il male, e garanzia della salvezza eterna della nostra anima. « Back to Top » « Back » |
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