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"Radio Maria Canada" è la rivista degli Amici di Radio Maria che vivono in Canada.Essa viene hpubblicata ogni tre mesi.



Rivista [Gennaio-Marzo 2000]

Editoriale

Convertiamoci una buona volta!

           Il messaggio dell. Anno Santo si può riassumere molto brevemente in una parola sola: "Convertitevi". Essa è l. eco dell. invito rivolto da Cristo alle turbe all. inizio della sua vita pubblica. E' anche l. eco del messaggio della Vergine alla Salette, a Lourdes ed a Fatima. Beati noi se diamo ascolto a tale invito. Vuol dire che la nostra vita è impegnata in un sacro pellegrinaggio verso Cristo, la Porta Santa, il passaggio obbligato di chi cerca Dio. Poveri noi, invece, se continuiamo a rimandare la decisione di cambiare vita e di seguire Cristo.
           Carissimi amici, il tempo scorre senza pietà. Il momento del rendiconto si avvicina implacabile, istante dopo istante. Che pena buttare via così tante energie, sforzi, sudore, sofferenze in cose vane, in progetti scritti sulla sabbia, insignificanti per l. eternità!
           Che fortuna è la nostra, di avere Radio Maria che ci aiuta ogni giorno a scoprire e vivere le cose essenziali della fede, a puntare tutta la nostra vita su Cristo, a incominciare, finalmente il santo pellegrinaggio della "nostra" conversione.
           Per la festa dell. Annunziazione, è questo il mio augurio a tutti gli amici di Radio Maria Canada.

Luigi Pautasso




LA MISSIONE DEL CRISTIANO
La chiamata a diventare veri adoratori del Padre
Gesù disse alla Samaritana: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre...E' giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
                                                                      (Giovanni 4: 21-24)


La missione di Cristo e la tua
Cristo ed i cristiani hanno la missione di riconciliare l'uma-nità intera con il Creatore, cosicché gli uomini possano dare al Padre la gloria dovuta a nome di tutto il creato.

La tua preghiera è speciale
In virtù del Battesimo, quando preghi entri in rapporto con Dio, non solo come creatura, alla pari di chi prega nelle altre religioni, ma come figlio adottivo di Dio. In quanto tale hai sia il dovere che il potere di glorificare Dio e lo devi fare a nome tuo e di tutte le creature, con espressioni di lode, di ringra ziamento, di pentimento e di domanda.

Il Padre conta su di te
Solo chi è stato battezzato può dare al Padre gloria piena "in spirito e verità". Purtroppo molti cristiani vivono nell'indifferenza e nell. odio (peccato) verso Dio. Pochi restano fedeli alla missione di adorare il Padre. Tu, con l'aiuto di Gesù e della sua Vergine Madre, devi essere uno di questi.

Gli impegni del vero adoratore

     Il primo impegno è quello di pregare sempre.
Gesù ci ha comandato di pregare "senza fermarsi", nel senso che dobbiamo rimanere sempre a contatto con Dio, sia nel momento della preghiera vera e propria e sia durante le altre azioni della giornata.
      Il secondo impegno è di continuamente offrire, uniti al Cristo eucaristico, la propria vita in sacrificio spirituale a Dio, a nome di tutto il creato e di tutta l'umanità peccatrice.
      Il terzo impegno è di prendere consapevolezza, prima delle preghiere e delle azioni più importanti della giornata, della propria missione di "adorare il Padre in Spirito e Verità". A tale scopo può servire la recita della Offerta dell. Adoratore in "Spirito e Verità" (sotto) o altra preghiera simile.

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Offerta dell'Adoratore "in Spirito e Verità"

    Eterno Padre, anche se peccatore, sono tuo figlio e, mosso dallo Spirito, sto alla tua divina presenza per adorarti in "Spirito e Verità".

    Attorno a me ci sono le creature dell'universo intero. A loro nome Ti offro lode, gloria e benedizione.

    Attorno a me ci sono tutti quegli uomini che non conoscono il Vangelo e non sono ancora rinati nel Battesimo. Anche a loro nome Ti voglio esprimere la lode, la gloria e la benedizione.

    Attorno a me c'è poi il popolo cristiano, coloro che hai chiamato e santificato con il Battesimo e gli altri sacramenti e hai così reso capaci di darti gloria. In unione con tutti i cristiani, ti offro le preghiere, le azioni e le sofferenze della mia vita e te le presento, insieme a quelle di Gesù eucaristico, della Vergine Maria e di tutti gli angeli e santi, per adorarti in "Spirito e Verità" a nome di tutte le creature. Amen.
Il punto di Padre Spigolon
...dopo sessanta sette settimane...

        Il venerdi mattina, alle ore undici, conduco a Radio Maria Canada un programma intitolato: "Tu solo hai parole di vita eterna", un programma che intende dare la spiegazione delle letture della Messa della domenica seguente. A metà febbraio 2000, sono ormai sessanta sette settimane che faccio questa trasmissione, uno spazio di tempo lungo abbastanza per darmi modo di fare il punto sulle esperienze passate ed offrire, come mi è stato richiesto, una spontanea reazione sul rapporto con ascoltatori ed ascoltatrici di Radio Maria Canada.
         Ricordo anzittutto le prime trasmissioni. Ero abbastanza nervoso. Immaginatemi davanti al mixer con i suoi trenta bottoni e con la preoccupazione di capirne il funzionamento; poi l'assillo di coprire tutto lo spazio disponibile (un ora!) senza andare oltre il tempo stabilito, e infine la sopresa delle telefonate dall-esterno... Questo le prime volte. Infatti mi sono ambientato molto presto e mi sembra ora che le cose si muovano di bene in meglio.
         Questo programma, io lo considero un bella occasione per arricchire me stesso con lo studio della Parola di Dio e, nello stesso tempo, anche la possibilità di condividere e gustare con tutti gli ascoltatori la ricchezza spirituale della stessa Parola.
         In realtà, la trasmissione esige un discreto impegno di preparazione. La mia preoccupazione ora, quando sto davanti al microfono, è quella di poter realmente comunicare con quelli che sono in ascolto. Non la preoccupazione di dire cose straordinarie, o di trasmettere interpretazioni senzazionali, ma quello di comunicare il messaggio domenicale con parole facili, gradevoli ed anche interessanti per co'loro che sono in ascolto.
         Le chiamate degli ascoltatori, soprattutto quelle brevi, in tema e con un preciso pensiero da esprimere, sembra abbiano colto con favore questo mio modo di presentazione.
         Credetemi, non è facile presentare dei concetti sublimi in parole semplici, ma c'è sempre la sorpresa ed anche la soddisfazione di telefonate che giungono da lontano (da Montreal) o anche da più vicino, e che colgono perfettamente nel segno, dando maggior risalto al tema svolto ed al messaggio evangelico.
         Parlare alla radio, per chi è abituato a predicare in chiesa davanti all-assemblea dei fedeli, può sembrare un'impresa scolorita, senza mordente. Quando sono nello studio di Radio Maria, davanti a me vedo solo bottoni che controllano il suono, luci di guardia, un grande orologio che scandisce il tempo... e manca l'essenziale per un predicatore: la reazione di tanti visi che annuiscono sorridendo o che, quando sembrano distratti o assenti, cerchi di interessare con una battuta, o un esempio cattivante.
         Nello studio, invece, ti sembra quasi di parlare al muro. Fin quando non iniziano le chiamate. Il che, nel mio programma, avviene a tre riprese. Le tre letture domenicali offrono infatti la possiblità di tre intermezzi musicali. Questi indicano il momento delle telefonate esterne e permettono ogni volta l'intervento da cinque ad otto ascoltatori.
         E' a questo punto che la visione si allarga e che la predica va "oltre i muri della Chiesa". Sono osservazioni che ribadiscono quanto detto o suggeriscono qualche nuova applicazione della Parola e che diventano così l'eco di una reale presenza di ascolto. Allora t'accorgi di non parlare a vuoto e ti risenti ripagato del lavoro fatto. Proprio così. In me nasce allora la soddisfazione per un lavoro che non solo è apprezzato da voi ascoltatori, ma apre a tutti nuovi orizzonti nella conoscenza della parola di Dio e nella testimonianza cristiana. Deo gratias!

Padre Giuseppe Spigolon, C. S.


Rivista [Aprile-Giugno 2000]

Editoriale

E' il momento presente che conta

            E' normale fare dei progetti per il futuro. La stagione estiva che stiamo vivendo invita in particolare a fare progetti di vacanze, escursioni, pellegrinaggi, ecc. Nell’attesa della realizzazione di questi progetti il nostro cuore pare dilatarsi. La nostra mente anticipa tali eventi e ce li fa desiderare con forza. La vita è bella quando c’è un futuro da scoprire e da vivere, quando c’è una speranza da realizzare.
            Nella nostra vita cristiana, questo futuro ha un nome: si chiama Paradiso. Noi lo aspettiamo, lo desideriamo, addirittura lo anticipiamo ricevendo i sacramenti, in particolare l’Eucaristia. La vita cristiana è bella, proprio perché radicata nella Speranza di poter un giorno raggiungere Dio.
            Tuttavia, come ricordato dall’angelo agli Apostoli sul Monte degli Ulivi dopo l’Ascensione di Gesù, il cristiano non può trascorrere il suo tempo guardando il cielo. Il progetto cristiano per il futuro si realizza in terra e nel momento presente. La nostra conversione, ad esempio, non possiamo rimandarla al futuro. Deve avvenire, oggi, mentre siamo in terra. L’amore che vede Cristo nei fratelli non può aspettare il futuro per realizzarsi. Il prossimo lo dobbiamo amare ora.
            Cari amici, è bella la Speranza cristiana, sono belli i progetti per il futuro, ma per quel che riguarda la salvezza della nostra persona e di tutto il mondo è solo il momento presente che conta.

Luigi Pautasso




Volontari non si nasce, si diventa
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica
Per il cristiano "regnare" è "servire Cristo", soprattutto nei poveri e nei sofferenti... Il Popolo di Dio realizza la sua "dignità regale" vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo. (CCC, 786).
                                                                      (CCC,786)


Cristo,perfetto volontario
Solo Cristo è stato il perfetto volontario. La sua Incarnazione non aveva di mira alcun guadagno o riconoscimento personale, ma avvenne unicamente "per noi". La sua Passione e Morte sugellarono una vita spesa tutta per gli altri, i poveri, gli ammalati, i peccatori, e cioè tutti noi.

La Vergine Maria,prima volontaria
Di Maria diciamo che fu preservata dal peccato originale e "piena di Grazia". In altre parole dicia'mo che, fra tutti gli esseri umani, fu la prima creatura capace di essere volontaria dell’amore di Dio e del prossimo. Non per niente Gesù l’associò al suo donarsi a noi sul Calvario.

Volontari si diventa
Noi non nasciamo volontari, ma con i pugni stretti, quasi per dire che la vita ci appartiene. L’istinto fondamentale di ogni essere vivente, la conservazione, fa a pugni con l’esempio che ci hanno dato Gesù e Maria.
            Col Battesimo, però, siamo tutti chiamati a diventare volontari, a metterci al servizio degli altri, (in famiglia, nella comunità o anche a Radio Maria), non per calcolo di guadagno o di prestigio, ma con un servizio disinteressato sull’esempio di Cristo.
            Il Popolo di Dio nato dal Battesimo si sviluppa differenziandosi in vari stati di vita: sacerdoti, religiosi, laici. Eppure tutti accomuna il fatto che i cristiani sono indistintamente chiamati a diventare "volontari" dell’amore di Dio e del prossimo.

Volontari di Radio Maria
Se la chiamata a diventare volontari vale per tutti i cristiani, vale in modo particolare per gli ascoltatori e le ascoltatrici di Radio Maria, che è una radio missionaria. Chi ascolta RM non può rimanere passivo. La Madonna cerca aiuto per riportare il mondo a Dio. Come puoi ascoltare il suo invito e non di-ventare a tua volta un volontario del Regno di Dio?

La preghiera del volontario

Signore
insegnami ad essere generoso,
a dare senza calcoli,
a rendere bene per male,
a servire senza aspettare ricompensa,
ad avvicinarmi a ciò che meno mi piace,
a far del bene a chi non può ricompensarmi,
ad amare sempre gratuitamente,
a lavorare senza preoccuparmi del riposo
E, non avendo altra cos a che il dare,
a donarmi in tutto ed in ogni cosa
sempre di più,
a chi ha bisogno di me,
aspettando soltanto da Te la ricompensa.
O meglio: aspettando che Tu stesso
sia la ricompensa.
                                         Amen.

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Qualche riflessione su Radio Maria

            di Ernesto De Ciccio,parroco di St.Clare,Toronto
                Negli ultimi due anni ho avuto il piacere di trasmettere una volta al mese, sulle onde di Radio Maria Canada, un programma intitolato: "Problemi pastorali". Parlo per circa mezzora su temi di attualità ecclesiale e poi prendo le telefonate degli ascolttori che possono così fare i loro commenti o presentare le loro domande.Finora ho avuto la possibilità di toccare vari temi, quali la Santa Messa, il matrimonio, l’ordine sacro, l’unità dei cristiani, e tanti altri ancora.
                 Ogni volta resto meravigliato dal numero delle persone che intervengono nella discussione dell’argomento che io ho presentato. La mia impressione è che tante persone hanno un vero desiderio, hanno addirittura fame, di sa'perne di più riguardo alla Chiesa, la sua dottrina e la sua prassi. Il programma offre così la possibilità di meglio catechizzare i buon cattolici che già praticano la loro fede, ma che non hanno avuto finora occasioni per aggiornarsi.
                 Mi ha anche sopreso quale for'za potente rappresenti Radio Maria nelle vite di individui e famiglie, molte delle quali sono turbate da problemi, quali la solitudine, la ma-lattia o la morte di una persona cara.Mi sono resoconto molto presto che Radio Maria è una grande fonte di conforto e di consolazione per uomini e donne di ogni età ed estrazione sociale.
                 Un’altra cosa che mi ha pure impressionato è il fatto stesso che ci sia della gente che sceglie di ascoltare Radio Maria. I media secolari offrono tantissime cose interessanti da ascoltare, ed è una piacevole sopresa per me, sacerdote, scoprire che c’è della gente che preferisce ascoltare dei programmi religiosi che nutrono il loro spirito ed il loro cuore.
                 Nelle visite che faccio ai miei parrocchiani mi continua a stupire il numero di persone che tiene accesa la radiolina, giorno e notte, e non si stanca mai di ascoltarla. Talvolta mi viene da ridere quando, in qualche famiglia, sento che i giovani si lamentano di non poter più ascoltare i programmi favoriti della TV, perché la mamma o la nonna stanno pregando con Radio Maria!
                 Devo aggiungere che l’andare in onda una volta al mese è stata anche una grande esperienza per me personalmente. Mi dà la possibilità di raggiungere, al di là dei miei confini parrocchiali, tanta gente che ha un profondo inte'resse nella vita della chiesa, sia locale che universale.

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